Quale Riforma Per Il Mediatore Creditizio
Un diffuso tam tam tra gli operatori del settore finanziario, in particolare tra i Mediatori Creditizi, prospetta un futuro pieno di incertezze per la professione; ma andiamo con ordine innanzitutto:
chi è il mediatore creditizio?
Mediatore, come si evince facilmente dal nome stesso, è colui che mette in relazione banche o finanziarie con potenziali clienti, siano essi privati o aziende, al fine della concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma.
La prestazione del mediatore viene retribuita, dalla banca o finanziaria, con il pagamento della provvigione (previa fattura, naturalmente) sulla quale andrà applicata solo la ritenuta d'acconto dell'11,50%, ma non l'IVA, in quanto trattasi di prestazione di servizi finanziari.
A tale riguardo il mediatore creditizio potrebbe pretendere anche il pagamento della propria prestazione professionale nei confronti dell'utente finale (privato o azienda), ma generalmente il serio professionista si astiene dal chiedere ulteriori compensi alla propria clientela, sia per non gravare ulteriormente sull'importo netto erogato a titolo di finanziamento sia perchè, quasi sempre, sono gli stessi Istituti di Credito a pretendere che il mediatore si astenga dal richiedere ulteriori compensi, pena la revoca della collaborazione professionale.
Come si diventa, ancora oggi, Mediatori Creditizi:
il ruolo del mediatore creditizio è espressamente regolato dalla legge sull'usura 108/96, ma il contenuto dell'attività è stato meglio precisato dal regolamento di attuazione D.P.R. n. 287/2000.
A garanzia della professionalità di tale figura la legge prevede l'istituzione di un apposito albo, di competenza della Banca d'Italia, a seguito della soppressione dell'Ufficio Italiano Cambi (UIC).
Oggi è molto semplice diventare mediatore creditizio, basta scaricarsi online, dal sito della Banca d'Italia, l'apposito modulo... completarlo con i propri dati, stamparlo e inviarlo mediante raccomandata con ricevuta di ritorno all'indirizzo riportato sul modulo; nel giro di due mesi circa si verrà iscritti, salvo il caso in cui manchi il requisito di onorabilità (ossia aver riportato condanne penali).
Cosa prevede la riforma per la figura professionale del Mediatore Creditizio?
Come dicevo, si prevedono tempi duri per la figura del Mediatore creditizio, secondo una prudente stima delle varie associazioni di categoria, con l'entrata in vigore della riforma circa l'80% dei mediatori dovranno trovarsi una nuova occupazione e il restante 20% sarà "costretto"a costituirsi in società di capitali per sopravvivere.
Ma analizziamo brevemente il percorso e il contenuto di questa riforma che, preme sottolinearlo, al momento in cui scrivo non è ancora legge dello Stato, e quindi non ancora in vigore.
Con l'approvazione della legge comunitaria n.88/2008 è stata disposta la delega al Governo italiano affinchè lo stesso riformi l’intera disciplina della mediazione del credito.
I punti principali sono i seguenti:
1) per i nuovi iscritti l’accesso alla professione, mediante l’iscrizione al Ruolo Unico nazionale, sarà subordinato alla frequentazione di un corso di preparazione e al superamento di un esame che possa attestare un livello minimo di conoscenza dei rudimenti di: diritto finanziario e bancario, matematica finanziaria e disciplina a tutela del consumatore.
2) obbligo, per i mediatori creditizi, di stipulare polizze assicurative di responsabilità civile per danni arrecati nell'esercizio dell'attività professionale
3) obbligo, per i mediatori creditizi, di costituirsi in società per l'esercizio dell'attività, con capitale minimo di € 100.000
La riforma, inoltre, dovrà prevedere l’incompatibilità tra la figura del mediatore creditizio e quella dell'agente in attività finanziaria, impedendo l'scrizione in entrambi gli albi professionali per il medesimo soggetto.
Al momento, comunque, nulla è ancora definitivo... in quanto il Governo italiano ha tempo fino al 12 maggio 2010 per emanare l'apposito Decreto Legislativo.
C'è ancora tempo e spazio per il Governo italiano per apportare modifiche alla suddetta riforma; diversamente avrà prevalso la lobby delle banche che in questo modo potrà riappropriarsi di una buona fetta di mercato che fino ad oggi era rappresentata dalla figura professionale dei mediatori creditizi.
Fonte: Article Marketing Italia
RobertoBorz
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