Potere Del Popolo... E Delle Parole
In questi giorni in cui ricorre la fondazione dell'Unione Africana è particolarmente significativo citare un celebre esponente (non africano) del movimento nero. Malcolm X.
Un grande fautore della consapevolezza nera ed un leader che, contribuendo a riscoprire le origini di un popolo nella sua terra, ha nobilitato il ruolo dell'Africa attraverso le sue parole, la sua popolarità presso la gente, la sua ricerca ed il suo impegno in prima persona.
Un argomento chiave del film di Spike Lee a lui dedicato, che mi suggerisce diversi piani di lettura, riguarda il potere. Il potere della società, che nell'America di quegli anni era segregazionista. Il potere della storia, nella successione di cause, eventi, persone, leggi, ecc. che ha costituito un sistema basato sulla diversità "razziale". Il potere della consapevolezza dei movimenti di emancipazione. E, soprattutto, il potere dei movimenti, del popolo, risvegliato dalle parole.
In una scena del film il giovane e inconsapevole Malcolm, detenuto in carcere per truffa, diventa cosciente della sua condizione di "nero". La situazione è ambientata nella biblioteca del penitenziario. Malcolm, leggendo un vocabolario, scopre le parole "bianco" e "nero". Riflettendo sulle definizioni, che accostano il primo vocabolo alla negatività ed il seconda alla superiorità, la sua iniziale ignoranza si trasforma nella consapevolezza di un'intero sistema che contrappone il bianco al nero, l'oppressore allo sfruttato, il popolo alle istituzioni. Questo episodio, nel film, sarà il principio dell'attivismo di Malcolm X presso la gente.
Oggi questa contrapposizione avviene su un ambito molto più allargato, può riflettere una mutata situazione culturale o, più semplicemente, un approccio politicamente corretto. Non rispecchia, purtroppo, un reale miglioramento della condizione di milioni di persone, sul pianeta in generale e in Africa in particolare.
Se è vero che l'Unione Africana ha contribuito a "nobilitare" l'aggettivo nero inquadrandolo nei termini della diaspora ("...costituita da persone di origini africane che ... desiderano contribuire allo sviluppo di un continente..."), è comunque prematuro parlare di una volontà popolare africana, come confermano diverse ONG del continente che accusano l'organismo di essere distante dalla popolazione.
La Dichiarazione di Sirte del 1999 esordisce con le parole: "Noi, capi di stato e di governo dell'Organizzazione dell'Unità Africana (OAU), radunati alla quarta Sessione Straordinaria presso l'Assemblema di Sirte,(...) ispirati dagli ideali dei Padri Fondatori (...) deliberiamo (...)".
Una piccola parola, che rappresenta un enorme potere, è assente in questa frase: la parola "popolo".
Fonte: Article Marketing Italia
risingosn
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