Il Cristianesimo fu preordinato da Dio
Ignazio, Teoforo, a Policarpo vescovo della Chiesa di Smirne, o meglio che ha per vescovo Dio Padre e il Signore nostro Gesù Cristo, molta gioia. (saluto di Ignazio di Antiochia nella lettera a Policarpo scritta da Troade prima di essere imbarcato per Roma e condannato a morte alle belve 107 d.C.)
IL CRISTIANESIMO FU PREORDINATO DA DIO PREMESSA
Dopo aver letto il libro intitolato: Inchiesta su Gesù, di Augias e Pesce in cui si legge della ebraicità di Gesù, ho sentito l’esigenza di scrivere a riguardo, anche se in ritardo, perché intorno a tale argomento si polemizza ancora. Per ben due volte ho scritto a Corrado Augias tramite il quotidiano : La Repubblica, per sottolineare che l’ebraicità di Gesù fa ridere, ma non ho ricevuto alcuna risposta.
Il fatto che Gesù fosse ebreo è indiscutibile, ma, egli non volle presentare la sua ebraicità, anzi parlò del suo mandato di Messia. Mi meraviglia il fatto che il prof.Pesce, dottissimo biblista, per parlare della persona di Gesù abbia utilizzato come fonti soprattutto libri gnostici mettendoli sullo stesso piano dei libri canonici(metro).
E’ utile però ricordare che quando la Gnosi nacque, intorno ai primi anni del II° secolo dopo Cristo, in seno alle comunità cristiane, le sue forme risultarono eretiche come dimostrarono molti paladini della fede tra i quali Ignazio ed Ireneo. Il primo, le cui lettere sono ritenute spiritualmente non inferiori a quelle di Paolo, raccomandava di guardarsi dagli errori degli gnostici.
Anche Ireneo, con ardore più forte, lottava contro la gnosi e consigliava di guardarsi dai testi gnostici perché eretici. Nella prima lettera di San Giovanni al capitolo 2 nei versi 18 e 19 infatti, si trova scritto come segue:“ Fanciulli è l’ultima ora. Come avete udito l’anticristo deve venire, e di fatto già ora sono sorti molti anticristi.
Da ciò conosciamo che è l’ultima ora. Sono usciti di mezzo a noi, ma non erano dei nostri; perché se fossero stati dei nostri sarebbero rimasti con noi; ma ciò è avvenuto perché fosse manifesto che non tutti sono dei nostri”.
SVOLGIMENTO “La Scrittura, prevedendo che Dio avrebbe giustificato gli stranieri per fede, preannunciò ad Abrahamo questa buona notizia:” In te saranno benedette tutte le nazioni”. In tal modo coloro che hanno la fede sono benedetti con il credente Abrahamo”. (Galati 3:8 e 9)
Per trattare l’argomento descritto in premessa, è necessario fare un elenco cronologico che parte dalla Genesi per finire all’Apocalisse, e seppur sintetico, deve tener conto della vastità del trattato. Dopo la caduta dell’uomo, Iddio pensò di dare al genere umano la possibilità di salvezza attraverso la discendenza della donna, della quale si parla al verso 15 del capitolo 3 della Genesi in cui è scritto così:” Io porrò inimicizia tra te e la donna, e fra la tua progenie e la progenie di lei; questa progenie ti schiaccerà il capo e tu le ferirai il calcagno”.
L’apostolo Paolo, che nell’anno 34-35 credette in Gesù, nel capitolo 5 della lettera ai Romani dal verso 12 al 21, parla della caduta dell’uomo e del rimedio dato a questi per mezzo di Gesù Cristo come espressamente detto al verso 15 in cui scrive: “Però, la grazia non è come la trasgressione. Perché se per la trasgressione di uno solo, molti sono morti, a maggior ragione la grazia di Dio e il dono della grazia proveniente da un solo uomo, Gesù Cristo, sono stati riversati abbondantemente sugli altri”.
In definitiva per un uomo il peccato ha fatto il suo ingresso nel mondo, per un altro uomo, Gesù Cristo, il peccato è stato cancellato dal mondo. Iddio, infatti, trascorso del tempo, pensò che fosse giunto il momento giusto per porre rimedio al peccato adamitico, e decise di farlo attraverso Abramo dal quale avrebbe fatto discendere il Salvatore del mondo: Gesù Cristo. (Abramo si chiamava così prima del patto stabilito fra lui e Dio; Quest’ultimo, successivamente, muta il nome di Abramo in Abrahamo ed istituisce la circoncisione).
Dopo la morte di Tare, padre di Abramo, Dio consigliò ad Abramo di lasciare i suoi parenti ed il suo paese(CHARAN), come si legge nel capitolo 12 della Genesi dal verso 1 al verso 3:” Il Signore disse ad Abramo:” Và via dal tuo paese, dai tuoi parenti e dalla casa di tuo padre, e và nel paese che io ti mostrerò; io farò di te una grande nazione, ti benedirò e renderò grande il tuo nome e tu sarai fonte di benedizione. Benedirò quelli che ti benediranno e maledirò chi ti maledirà, e in te saranno benedette tutte le famiglie della terra”.
In questi versi è chiaramente detto che attraverso la discendenza di Abrahamo, tutte le nazioni della terra sarebbero state benedette. Ciò lo si legge anche nel capitolo 3 dei Fatti ai versi 25 e 26 in cui Pietro parlando della discendenza di Cristo attraverso Abrahamo dice:” Voi siete i figli dei profeti e del patto che Dio fece con i vostri padri, dicendo ad Abrahamo :” Nella tua discendenza tutte le nazioni della terra saranno benedette”.
A voi per primi Dio, avendo suscitato il suo Servo, lo ha mandato per benedirvi, convertendo ciascuno di voi dalle sue malvagità”. Il patto fatto con Abrahamo Iddio lo rinnova con il figlio di questi: Isacco, vedi verso 4 del capitolo 26 della Genesi in cui è scritto come segue:” Moltiplicherò la tua discendenza come le stelle del cielo e darò alla tua discendenza tutti questi paesi; tutte le nazioni della terra saranno benedette nella tua discendenza”.
Successivamente nel capitolo 28 della Genesi al verso 14, Iddio ribadisce il concetto a Giacobbe dicendo :” La tua discendenza sarà come la polvere della terra e tu ti estenderai ad Occidente ed a Oriente, a Settentrione e a Meridione, e tutte le famiglie della terra saranno benedette in te e nella tua discendenza”. Giacobbe ebbe 12 figli maschi e tra questi Dio elesse la discendenza di Giuda, dalla quale sarebbe nato l’Unto da mandare in terra per la salvezza dell’umanità come è scritto in Genesi al capitolo 49 dal verso 8 al verso 11 in cui si legge come segue:” Giuda, te celebreranno i tuoi fratelli; la tua mano sarà sul collo dei tuoi nemici; i figli di tuo padre si inchineranno davanti a te. Giuda è un giovane leone; tu risali dalla preda, figlio mio; egli si china, s’accovaccia come un leone, come una leonessa: chi lo farà alzare?
Lo scettro non sarà rimosso da Giuda, né sarà allontanato il bastone del comando dai suoi piedi, finchè venga colui al quale esso appartiene e a cui ubbidiranno i popoli. Egli lega il suo asinello alla vite e il puledro della sua asina alla vite migliore; lava la sua veste con vino e il suo mantello col sangue dell’uva”.
E’ chiaro dai suddetti versi dedurre che il Legislatore e lo scettro (regno) non sarebbero stati rimossi dalla casa di Giuda; ciò viene rafforzato da Paolo nel capitolo 1 della lettera ai Romani dal verso 2 al verso 7 e specificatamente nel verso 4 dove si legge così:” Fatto dal seme di Davide secondo la carne, definito Figliolo di Dio in potenza, secondo lo spirito della santità per la risurrezione dei morti”. Come si nota, Gesù discese da Davide (appartenente alla tribù di Giuda), e non da un uomo appartenente ad una qualsivoglia tribù, come ha erroneamente scritto il prof. Pesce nel testo: Inchiesta su Gesù.
Quanto sopra detto, viene ancora confermato nel capitolo 4 dell’epistola ai Romani ai versi 12 e 13 “....e fosse anche padre dei circoncisi, di quelli che non solo sono circoncisi ma seguono anche le orme della fede del nostro padre Abrahamo quando era ancora incirconciso. Infatti la promessa di essere erede del mondo non fu fatta ad Abrahamo o alla sua discendenza in base alla legge, ma in base alla giustizia che viene dalla fede”.
E’ utile ricordare che Paolo, contemporaneo degli apostoli, nato circa 10 anni dopo Gesù, sentì la necessità di chiarire queste cose, perché gli eretici si sarebbero grandemente moltiplicati, e proprio nei suddetti versi, l’apostolo precisò che attraverso Cristo, discendente di Abrahamo, sarebbe nato il Messia per salvare l’umanità. Molti profeti pregando espressero il desiderio di vedere spiritualmente la missione del Cristo (il Redentore) ed alcuni di loro la videro. Di questi si parla in molte parti delle Sacre Scritture, ma io farò solo poche citazioni.
Nella prima epistola di Pietro al capitolo 1 dal verso 9 al verso 12 e precisamente ai versi 11 e 12 si legge così:” Essi cercavano di sapere l’epoca e le circostanze cui faceva riferimento lo Spirito di Cristo che era in loro, quando anticipatamente testimoniava delle sofferenze di Cristo e delle glorie che dovevano seguirle. E fu loro rivelato che non per sè stessi, ma per voi, amministravano quelle cose che ora vi sono state annunziate da coloro che vi hanno predicato il Vangelo,mediante lo Spirito Santo inviato dal cielo: cose nelle quali gli angeli bramano penetrare con i loro sguardi”. Anche Abrahamo desiderò vedere i giorni del Cristo, li vide e giubilò, come si può leggere nei versi 54-58 dell’evangelo di San Giovanni al capitolo 8; i versi 56, 57 e 58 dicono così:” Abrahamo, vostro padre, ha gioito nell’attesa di vedere il mio giorno e l’ha visto e se n’è rallegrato.
I Giudei gli dissero:” Tu non hai ancora cinquant’anni e hai visto Abrahamo?”. Gesù disse loro:” In verità, in verità vi dico: prima che Abrahamo fosse nato io sono”. (YHWH cioè Dio). Dio rivelò a Mosè le sofferenze che avrebbe patito il Cristo e gli propose di soffrire alla stessa maniera per il bene del popolo. Quando Mosè vide la ricompensa che gli sarebbe spettata, accettò di soffrire come Gesù che sarebbe venuto in terra molto tempo più tardi (circa 1600 anni dopo); ciò lo si legge nei versi 24-26 nel capitolo 11 dell’epistola agli Ebrei, in cui al verso 26 è scritto così:”Stimando gli oltraggi di Cristo ricchezza maggiore dei tesori d’Egitto, perché aveva lo sguardo rivolto alla ricompensa”. Ritornando al vecchio patto (alleanza) e precisamente nel libro del profeta Isaia al capitolo 7 verso 14 si legge così:” Perciò il Signore stesso vi darà un segno: Ecco, la giovane (vergine) concepirà, partorirà un figlio e lo chiamerà Emmanuele”.
Ciò che fu profetizzato da Isaia, e cioè che la vergine avrebbe partorito un figliolo, viene ribadito al capitolo 1 dell’evangelo di San Luca nel verso 34 dove si legge quanto segue:” Maria disse all’angelo:”Come avverrà questo, dal momento che non conosco uomo?”; ed ancora nel verso 23 del capitolo 1 di Matteo che dice così:” La vergine sarà incinta e partorirà un figlio, al quale sarà posto nome Emmanuele, che tradotto vuol dire: Dio con noi”. L’EMMANUELE E’ CIOE’ DIO MANIFESTATO TRA GLI UOMINI (Circa la presunta verginità di Maria dopo il concepimento di Gesù, si può parlare, se alcuni lo desiderano). Nel vangelo di San Luca al capitolo 2 nei versi 30-35 si parla di Gesù , e nel verso 34 è scritto così:” E Simeone li benedisse dicendo a Maria, madre di Lui:” Ecco Egli è posto a caduta e a rialzamento di molti in Israele, come segno di contraddizione”. Nel libro di Isaia al capitolo 11 dal verso 1 al verso 4, parlando del Cristo che sarebbe nato dalla discendenza di Isai, padre di Davide( appartenente alla tribù di Giuda), il profeta al verso 1 dice:” Poi un ramo uscirà dal tronco d’Isai ed un rampollo spunterà dalle sue radici”.
Continuando più avanti, sempre nel capitolo 52 del libro di Isaia ai versi 13 e 14 si legge così:” Ecco il mio servo prospererà, sarà innalzato, esaltato, reso sommamente eccelso. Come molti, vedendolo, sono rimasti sbigottiti(tanto era disfatto il suo sembiante al punto da non sembrare più un uomo ed il suo aspetto al punto da non sembrare più un figlio d’uomo)”. Nel capitolo successivo, cioè nel 53 e precisamente dal verso 2 al verso 5, parlando di Gesù, il profeta di cui sopra scrive come segue:” Egli è cresciuto davanti a lui come una pianticella, come una radice che esce da un arido suolo; non aveva forma né bellezza da attirare i nostri sguardi, né aspetto tale da piacerci.
Disprezzato ed abbandonato dagli uomini, uomo di dolore e familiare con la sofferenza, pari a colui davanti al quale ciascuno si nasconde la faccia, era spregiato e noi non ne facemmo stima alcuna. Tuttavia erano le nostre malattie che egli portava, erano i nostri dolori quelli di cui si era caricato; ma noi lo ritenevamo colpito, percosso da Dio e umiliato! Egli è stato trafitto a causa delle nostre trasgressioni, stroncato a causa delle nostre iniquità; il castigo per cui abbiamo pace, è caduto su di lui e mediante le sue lividure noi siamo stati guariti”.
Nel Salmo 22 al verso 1 il salmista parlando delle sofferenze del Cristo dice così:” Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? Tu te ne stai lontano, senza soccorrermi, senza dare ascolto alle parole del mio gemito!”. Nell’evangelo di San Marco al capitolo 15 nel verso 34, l’evangelista ribadisce quanto detto nel Salmo di prima, come segue:” All’ora nona Gesù gridò a gran voce:” Eli, Eli, lamà sabactani?” che, tradotto vuol dire Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”.
Nei versi fin qui esposti si nota come i profeti descrissero il modo in cui il Cristo avrebbe sofferto; gli stessi aggiunsero che la sua anima non sarebbe rimasta nello Sceol vedi Salmo 16:10 in cui è scritto così:” Poiché tu non abbandonerai l’anima mia in potere della morte, né permetterai che il tuo santo subisca la decomposizione”. Ciò viene confermato nel capitolo 2 dei Fatti ai versi 30 e 31 in cui si legge come segue:” Egli dunque essendo profeta e sapendo che Dio gli aveva promesso con giuramento che sul suo trono avrebbe fatto sedere uno dei suoi discendenti, previde la risurrezione di Cristo e ne parlò dicendo che non sarebbe stato lasciato nel soggiorno dei morti, e che la sua carne non avrebbe subito la decomposizione”.
Di Gesù profetizzò anche il profeta Daniele il quale, nel libro omonimo dice che il regno di Gesù non avrebbe mai avuto fine, infatti, nel verso 44 del capitolo 2 si esprime così:” Al tempo di questi re, il Dio del cielo farà sorgere un regno che non sarà mai distrutto e che non cadrà sotto il dominio di un altro popolo. Spezzerà ed annienterà tutti quei regni, ma esso durerà per sempre”. A conferma di ciò si può leggere in San Luca al capitolo 1 verso 33 in cui è scritto:” Egli regnerà sulla casa di Giacobbe in eterno, e il suo regno non avrà mai fine”.
Il profeta Daniele continua nel capitolo 7 nel verso 14 a parlare del regno di Cristo che non avrebbe mai avuto fine e dice così:” Gli furono dati dominio, gloria e regno, perché le genti di ogni popolo, nazione e lingua lo servissero. Il suo dominio è un dominio eterno che non passerà, e il suo regno è un regno che non sarà distrutto”.
Le parole di questi versi riferiti al regno di Gesù, vennero interpretate dai discepoli come egemonia che il popolo di Israele avrebbe avuto su tutti i popoli, tant’è che nel capitolo 1 dei Fatti al verso 6 si trova scritto così:” Quelli dunque che erano riuniti gli domandarono:” Signore è in questo tempo che ristabilirai il regno ad Israele?” ed ancora Luca nel suo evangelo al capitolo 24 verso 21 dice:” Noi speravamo che fosse lui che avrebbe liberato Israele; invece, con tutto ciò ecco il terzo giorno da quando sono accadute queste cose”. Questo pensavano anche i discepoli sulla via di Emmaus. Numerosi sono i versi che ribadiscono le cose dette dal profeta Daniele, ma non li cito per evitare di risultare prolisso. Il prof. Pesce nel suo libro, dice che i discepoli fecero grandi sforzi per far adempiere le Scritture, ma ciò non risulta vero per due motivi: primo perché ad esprimere lo stesso concetto su Gesù furono persone diverse in diverse circostanze ed erano stati spettatori del ministero di Cristo, secondo perché i discepoli non erano dotti intorno alle Sacre Scritture come si legge nei Fatti al capitolo 4 nel verso 13:” Essi, vista la franchezza di Pietro e di Giovanni, si meravigliarono avendo capito che erano popolani senza istruzione; riconoscevano che erano stati con Gesù”.
Malgrado le gravi persecuzioni il Cristianesimo ha retto nei secoli. I primi martiri contribuirono ad alimentare questa realtà di fede; essi infatti nel vedere il comportamento degli apostoli accettarono il Cristianesimo ed il martirio, addirittura affrontarono la morte con allegrezza perché certi di una migliore resurrezione, vedi Ebrei 11:35 che recita così:” Ci furono donne che riebbero per risurrezione i loro morti; altri furono torturati perché non accettarono la loro liberazione, per ottenere una risurrezione migliore”.
Nel libro di Michea al verso 1 del capitolo 5 fu già profetizzato il fatto che Gesù sarebbe nato a Betlemme infatti si legge come segue:” Ma da te, o Betlemme, Efrata, piccola per essere tra le migliaia di Giuda, da te mi uscirà colui che sarà dominatore in Israele, le cui origini risalgono ai tempi antichi, ai giorni eterni”. In pratica si sapeva che in Betlemme sarebbe nato il Messia cioè “COLUI” la cui uscita è dai tempi eterni: cioè Iddio incarnato (sembra un mistero, ma non lo è, e lo si può dimostrare con versi scritturali; non lo tratterò in queste pagine, ma se qualcuno fosse interessato all’argomento sono disponibile a chiarirlo). La nascita del Salvatore del mondo (cioè del Re), fu rivelata ai magi di Oriente, i quali giunsero dal loro paese per adorare il fanciullino come scrive Matteo nel suo vangelo al capitolo 2 nei versi 5-6 e 11. Tali versi ripercorrendo quelli di Michea sopra citati, dicono così:” Essi gli dissero:” In Betlemme di Giudea; poiché così è stato scritto per mezzo del profeta: e tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei affatto la minima fra le città principali di Giuda perché da te uscirà un principe, che pascerà il mio popolo Israele”.... Entrati nella casa, videro il bambino con Maria, sua madre; prostratisi lo adorarono,e aperti i loro tesori, gli offrirono dei doni, oro, incenso e mirra”. A proposito dell’adorazione, della quale si è fatto cenno poc’anzi, voglio citare solo qualche verso per non allontanarmi dall’argomento.
Per esempio nell’evangelo di San Matteo nel capitolo 15 al verso 25 dice:” Ella venne e l’adorò dicendo Signore aiutami”; successivamente nel capitolo 28 sempre nello stesso vangelo al verso 17 si legge come segue:” E, vedutolo, l’adorarono; alcuni però dubitarono”. Nell’evangelo di San Luca al capitolo 4 verso 8 è scritto così: Gesù gli rispose :” Sta scritto: “Adora il Signore il tuo Dio, e a lui solo rendi il culto”. Come risulta evidente l’adorazione va a Gesù, unico Dio e, Lui solo si adora. Nessun servo del Signore ha mai preteso l’adorazione, infatti, quando Pietro andò da Cornelio, quest’ultimo gli si prostrò per adorarlo, ma Pietro disse di non farlo perché era uomo come lui; ciò lo si legge nei Fatti al capitolo 10 versi 25 e 26 che dicono così:” Mentre Pietro entrava Cornelio andandogli incontro si inginocchiò davanti a lui.
Ma Pietro lo rialzò dicendo:” Alzati, anch’io sono uomo!”. Un episodio simile è narrato al capitolo 21 dell’Apocalisse nel verso 9 in cui, Giovanni all’isola di Patmo si prostrò per adorare l’angelo il quale glielo proibì dicendo che entrambi erano servi di Dio; Gesù, invece, al quale l’adorazione è dovuta, quando si prostravano ai suoi piedi non lo divietava. Nel libro di Isaia al capitolo 40 verso 3 il profeta dice così:” La voce di uno che grida :” Preparate nel deserto la via del Signore, appianate nei luoghi aridi una strada per il nostro Dio!”; Il profeta Malachia nel suo libro al capitolo 3 verso 1 scrive:” Ecco io vi mando il mio messaggero che spianerà la via davanti a me e subito il Signore che voi cercate, l’Angelo del patto che voi desiderate, entrerà nel suo tempio. Ecco egli viene” dice il Signore degli eserciti”. In un caso e nell’altro si legge che la venuta di Gesù, sarebbe stata preceduta dall’angelo, cioè da Giovanni Battista, lo conferma San Luca nel capitolo 1 al verso 76 dove dice:” E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo, perché andrai davanti al SIGNORE per preparare le sue vie”; Poco prima nello stesso capitolo dal verso 13 al 18 e precisamente al 17 si legge che l’angelo, parlando a Zaccaria della nascita del figlio così si espresse:” ...Andrà davanti a lui con lo spirito e la potenza di Elia, per volgere i cuori dei padri ai figli e i ribelli alla saggezza dei giusti per preparare al SIGNORE un popolo ben composto”.
Nell’evangelo di San Matteo al capitolo 17 verso 10 si trova scritto:” E i discepoli gli domandarono:” Perché dunque gli Scribi dicono che prima deve venire Elia?”. Ciò significa che lo spirito e la virtù che erano in Elia avrebbero preceduto Gesù. Quando Gesù fu portato per la prima volta nel tempio da Maria e Giuseppe, Simeone per rivelazione si avvicinò al fanciullo, a lui infatti, Iddio aveva rivelato che non sarebbe morto prima di aver visto il Cristo e ciò lo si evince dalla lettura dei versi 25-38 del secondo capitolo di Luca e segnatamente dai versi 29 al 31 che dicono così:” Ora, o mio SIGNORE (parlando di Gesù o di Dio Padre ci si esprime sempre col termine SIGNORE), tu lasci andare in pace il tuo servo, secondo la tua parola; perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, che hai preparata dinanzi a tutti i popoli”; nei successivi versi 37 e 38, si nota come anche Anna la profetessa incontrò il bambino Gesù nel tempio e parlò di Questi:” Non si allontanava mai dal tempio e serviva Dio giorno e notte con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quella stessa ora, anche lei lodava Dio e parlava del bambino a tutti quelli che aspettavano la redenzione di Gerusalemme”.
Ignazio nell’indirizzare le lettere a Policarpo nel capitolo 3 verso 2 dice:” Aspetta chi è al di sopra del tempo, atemporale, invisibile, per noi (fattosi) visibile, impalpabile, impassibile, per noi (divenuto) possibile e sopportò ogni cosa”. La stessa cosa è scritta agli Ebrei nel capitolo 4 verso 15 in cui si legge così:” Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non possa simpatizzare con noi nelle nostre debolezze, poiché egli è stato tentato come noi in ogni cosa, senza commettere peccato”.
Poiché nel libro Inchiesta su Gesù il prof. Pesce ha fatto una gran confusione intorno al battesimo, ne vorrei parlare, precisando fin d’ora che esso non era previsto nella dottrina ebraica (TORAH), ma si cominciò a praticare il battesimo con Giovanni Battista come si apprende dalla lettura del capitolo 1 di Giovanni. Giovanni, detto il battezzatore, fu il promotore del battesimo, perché Iddio gli aveva rivelato questa nuova epoca la quale avrebbe avuto il suo prosieguo con Gesù e successivamente con i suoi discepoli, infatti nell’evangelo di Giovanni al capitolo 3 verso 26 è scritto come segue:” E andarono da Giovanni e gli dissero:” Rabbì, colui che era con te di là dal Giordano, e al quale rendesti testimonianza, ecco che battezza, e tutti vanno da lui”.
Prima che Gesù ascendesse al cielo, ordinò ai suoi discepoli di battezzare i nuovi adepti come descritto in San Matteo al capitolo 28 verso 19:” Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”. L’apostolo Paolo nel capitolo 6 dei Romani dal 3 al 6 e precisamente nei versi 3 e 4 a proposito del battesimo dice così:” O ignorate forse che tutti noi che siamo stati battezzati in Cristo Gesù siamo stati battezzati nella sua morte? Siamo dunque stati sepolti con lui mediante il battesimo nella sua morte, affinché, come Cristo è stato risuscitato dai morti mediante la gloria del Padre, così anche noi camminassimo in novità di vita”; nel libro dei Fatti al capitolo 22 verso 16, si parla invece del battesimo come purificazione dei peccati per tutti coloro che accettano il Signore con sincerità di cuore e come proprio personale Salvatore per vivere una nuova vita. Nel verso di cui sopra, infatti, si legge così:” E ora, perché indugi?
Alzati, sii battezzato e lavato dei tuoi peccati, invocando il suo nome”. Dio mandò Gesù proprio per la salvezza dell’umanità; in definitiva il Messia venne in terra per cancellare il peccato adamitico come già citato nella lettera ai Romani 5: 12-21. Gesù visse nella Galilea e precisamente a Nazareth; dopo l’arresto di Giovanni battista suo parente, vissuto sulle montagne della Giudea, si trasferì a Copernaum. Se i due si sono qualche volta incontrati, non importa, ciò che invece è importante, è che prima di uscire in missione, Iddio aveva rivelato a Giovanni che colui sul quale avrebbe visto scendere lo Spirito Santo sotto forma di colomba, Quello era il figlio di Dio, e lo si può leggere in Giovanni 1: 31-34 dove al verso 33 è scritto così:” Io non lo conoscevo, ma colui che mi ha mandato a battezzare in acqua mi ha detto: Colui sul quale vedrai lo Spirito scendere e fermarsi, è quello che battezza con lo Spirito Santo”.
In definitiva è poco rilevante il fatto che Giovanni abbia conosciuto Gesù prima di questa data, la cosa invece importante è la rivelazione divina che determinò l’incontro tra Giovanni Battista e Gesù cioè colui che avrebbe tolto i peccati dal mondo, l’Agnello che si sarebbe immolato per l’umanità come dice Giovanni nel suo evangelo al capitolo 1 nel verso 29:” Il giorno seguente, Giovanni vide Gesù che veniva verso di lui e disse:” Ecco l’Agnello di Dio, che toglie i peccati del mondo”.
Quindi, quando Dio ritenne che fosse giunto il momento opportuno, ossia quando il tempo fu compiuto per determinare la salvezza delle anime, il Signore scelse la discendenza del Cristo, vedi Galati 3: 8,9,16 in cui si legge come segue:” La Scrittura prevedendo che Dio avrebbe giustificato gli stranieri per fede, preannunziò ad Abramo questa buona notizia:” In te saranno benedette tutte le nazioni”. In tal modo, coloro che hanno la fede sono benedetti con il credente Abramo. Le promesse, furono fatte ad Abrahamo e alla sua progenie. Non dice:” E alle progenie”, come se si trattasse di molte, ma, come parlando di una sola, dice:” E alla tua progenie”, che è Cristo. Ciò era stato già detto nel libro della Genesi al capitolo 12 verso 3 dove si legge così:” Benedirò coloro che ti benediranno e maledirò chi ti maledirà, e in te saranno benedette tutte le famiglie della terra”.
Sempre nel testo Inchiesta su Gesù, l’autore parla di una possibile ebraicità di Gesù e del fatto che costui non avesse nessuna intenzione che sorgesse il Cristianesimo. Tale deduzione è assolutamente strana ed in contrasto con il contesto biblico, in quanto i contemporanei di Gesù(discepoli), e Paolo da Tarso convertitosi successivamente, scrissero, a cominciare dall’anno 50, intorno alla volontà di Gesù vedi epistola ai Romani 4: 24 e 25 dove si legge così:” ...Ma anche per noi, ai quali sarà pure messo in conto; per noi che crediamo in colui che ha risuscitato dai morti Gesù nostro Signore, il quale è stato dato a causa delle nostre offese ed è stato risuscitato per la nostra giustificazione”; più o meno simili i versi 4-11 del capitolo 4 dell’epistola ai Galati e precisamente il verso 4 in cui è scritto:” Ma quando giunse la pienezza del tempo, Dio mandò suo Figlio nato da donna, nato sotto la legge”...successivamente nei versi 10 e 11 si legge :” Voi osservate giorni, mesi, stagioni e anni! Io temo di essermi affaticato in vano per voi”. Le comunità della Galazia (alcuni pensano che i cristiani di queste comunità fossero Giudei, ma è il contrario e si può dimostrare), si convertirono al Cristianesimo, ed alcuni cristiani giudaizzati turbarono i Galati intorno al discorso della circoncisione.
L’apostolo Paolo ritrattando la circoncisione, ormai annullata, vedi Colossesi 3:11 in cui si legge come segue:” Qui non c’è Greco o Giudeo, circoncisione o incirconcisione, barbaro, Scita, schiavo, libero ma Cristo è tutto e in tutti”, evidenzia che la salvezza del cristiano non è soggetta agli ordinamenti del vecchio patto i quali invece erano stati annullati. Nell’ epistola agli Efesi al capitolo 1 nei versi 9-11 e precisamente nel 10 e nell’11 è scritto così:”...Per realizzarlo quando i tempi fossero compiuti. Esso consiste nel raccogliere sotto un solo capo, in Cristo, tutte le cose: tanto quelle che sono nel cielo, quanto quelle che sono sulla terra. In lui siamo anche stati fatti eredi, essendo stati predestinati secondo il proposito di colui che compie ogni cosa secondo la decisione della propria volontà”.
Gli Efesi non appartenevano al popolo ebraico, infatti nell’epistola agli Ebrei nel capitolo 9 dal verso 14 al 17 si legge come segue:”... Quanto più il sangue di Cristo, che mediante lo Spirito eterno offrì se stesso puro di ogni colpa a Dio, purificherà la nostra coscienza dalle opere morte per servire il Dio vivente! Per questo egli è mediatore di un nuovo patto. La sua morte è avvenuta per redimere dalle trasgressioni commesse sotto il primo patto, affinché i chiamati ricevano l’eterna eredità promessa. Infatti, dove c’è un testamento bisogna che sia accettata la morte del testatore. Un testamento, infatti, è valido quando è avvenuta la morte poiché rimane senza effetto finchè il testatore vive”; in questi versi viene precisato che con la morte di Gesù e il versamento del suo sangue, il Vecchio testamento non aveva più forza essendo ormai in vigore il Nuovo.
Nell’epistola ai Romani al capitolo 5 verso 9 l’apostolo, chiarisce che l’uomo è giustificato da Dio attraverso il sangue di Gesù Cristo, si legge infatti così:” Tanto più dunque, essendo ora giustificati per il suo sangue, saremo per mezzo di lui salvati dall’ira”. Nell’evangelo di San Matteo al capitolo 5 verso 17 è scritto così:” Non pensate che io sia venuto per abolire la legge o i profeti; io sono venuto non per abolire ma per portare a compimento”. Come si nota quindi, Gesù non è venuto per annullare la legge, anzi per adempierla e, dopo averla adempiuta, Egli stesso invitò ad osservare i suoi comandamenti come si legge nel verso 10 del capitolo 15 di san Giovanni in cui è scritto così:” Se osservate i miei comandamenti, dimorerete nel mio amore; come io ho osservato i comandamenti del padre mio e dimoro nel suo amore.” Continuando sempre nel vangelo di San Matteo al capitolo 5 dal verso 21 al 48, l’evangelista sottolinea che Gesù parlò dell’annullamento del vecchio patto(alleanza) per una legge più perfetta, infatti nei versi 43 e 44 si legge quanto Gesù disse:” Voi avete udito che fu detto:” Ama il tuo prossimo e odia il tuo nemico”. Ma io vi dico: amate i vostri nemici, benedite coloro che vi maledicono, fate del bene a quelli che vi odiano e pregate per quelli che vi maltrattano e che vi perseguitano”.
Intorno alle cose da mangiare poi, come confermano anche le epistole, Gesù disse che il mangiare cibi diversi da quelli mensionati nel vecchio patto, compreso quanto viene detto nel capitolo 11 del Levitino, non era peccato in quanto il tutto finisce nella latrina, infatti nell’evangelo di Marco al capitolo 7 dal verso 14 al verso 16 si legge quanto Gesù disse a proposito:” Poi chiamata la folla a sé diceva loro:” Ascoltatemi tutti ed intendete: non c’è nulla fuori dell’uomo che entrando in lui possa contaminarlo; sono le cose che escono dall’uomo quelle che contaminano l’uomo. Se uno ha orecchi per udire oda”. Leggendo più avanti, nella 2° epistola ai Corinti 3:6 e 7 si trova scritto così:” Egli ci ha anche resi idonei ad essere ministri di un nuovo patto, non di lettera ma di Spirito; perché la lettera uccide, ma lo Spirito vivifica.
Or se il ministero della morte, scolpito in lettere su pietre, fu glorioso, al punto che i figli d’ Israele non potevano fissare lo sguardo sul volto di Mosè a motivo della gloria, che pur svaniva dal volto di lui”. Come si nota la legge è stata annullata. Vi sono molti altri versi nelle Scritture che ribadiscono ciò; Paolo fu il primo fra i discepoli a scrivere le epistole cristiane e fu esauriente a tal proposito. Insomma, come disse Gesu’, la legge e i profeti avevano ragion d’essere fino a Giovanni Battista, come si legge in San Luca 16:16 e come conferma l’apostolo Paolo nell’epistola ai Romani nel capitolo 3:21. Luca 16:16 - “La legge e i profeti hanno durato fino a Giovanni; da quel tempo è annunziata la buona notizia del regno di Dio, e ciascuno di voi entra a forza”. Romani 3:21 – “ Ora però, indipendentemente dalla legge, è stata manifestata la giustizia di Dio, della quale danno testimonianza la legge e i profeti”. Sempre nel libro di cui mi sto occupando Inchiesta su Gesù, l’autore a proposito di Gesù, dice, che costui non disse mai che era re, ma a guardar bene, nel libro di Zaccaria al capitolo 9:9, il profeta dice così:” Esulta grandemente, o figlia di Sion, manda grida di gioia, o figlia di Gerusalemme; ecco, il tuo re viene a te; egli è giusto e vittorioso, umile, in groppa ad un asino, sopra un puledro, il piccolo dell’asina.”; il profeta omonimo qui parla proprio del re che doveva nascere e ciò viene confermato da Matteo nel capitolo 2 verso 2 in cui a proposito dei magi scrive così:” Dov’è il re dei Giudei che è nato? Poiché noi abbiamo visto la sua stella in Oriente e siamo venuti per adorarlo”.
I magi quindi sapevano che era nato il Re e andarono per adorarlo. Successivamente nel capitolo 21 sempre di Matteo, al verso 5 si legge che la figliola di Sion finalmente aveva visto il Re. In questo verso infatti è scritto:” Dite alla figlia di Sion:” Ecco il tuo re viene a te, mansueto e montato sopra un’asina, e un asinello, puledro d’asina”. Ancora nell’evangelo di San Giovanni nel verso 37 del capitolo 18 si legge come Pilato parlando a Gesù disse:”...Ma dunque, sei tu re?” Gesù rispose:” Tu lo dici; Sono re; io sono nato per questo, e per questo sono venuto nel mondo: per testimoniare della verità.
Chiunque è dalla verità ascolta la mia voce”. Un’altra affermazione del prof. Pesce riguarda il fatto che Gesù non si è mai proclamato Messia, ma basti leggere nell’evangelo di san Giovanni al capitolo 4 versi 25 e 26, per comprendere facilmente che Gesù, parlando alla donna di Samaria disse che era il Messia; nel suddetto verso si legge come segue:” La donna gli disse:” Io so che il Messia (che è chiamato Cristo) deve venire; quando sarà venuto ci annunzierà ogni cosa”.
Gesù le disse:” Sono io, io che ti parlo!”. Andrea, fratello di Simone (Pietro) disse di aver incontrato il Messia vedi Giovanni 1:41 in cui si legge così:” Egli per primo trovò suo fratello Simone e gli disse:” Abbiamo trovato il Messia” (che, tradotto, vuol dire Cristo). Continuando nella lettura del capitolo 7 di San Luca dal verso 18 al verso 23 si trova scritto come segue:”...Ed egli, chiamati a sè due dei suoi discepoli, li mandò dal Signore a dirgli:” Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettarne un altro?”
Quelli si presentarono a Gesù e gli dissero:” Giovanni il battista ci ha mandati da te a chiederti:” Sei tu colui che deve venire o ne aspetteremo un altro?”. In quella stessa ora, Gesù guarì molti da malattie, da infermità e da spiriti maligni, e a molti ciechi restituì la vista. Poi rispose loro:” Andate a riferire a Giovanni quello che avete visto e udito: i ciechi recuperano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, il vangelo è annunziato ai poveri.
Beato colui che non si sarà scandalizzato di me!”. Si potrebbe continuare a citare ancora altri versi ed è utile ricordare che Gesù parlando ai Giudei si presentò con il nome di YHWH come si legge nell’evangelo di San Giovanni al capitolo 8 verso 58 che dice così:” Gesù disse loro:” In verità, in verità vi dico: prima che Abrahamo fosse nato,io sono”.
Sono convinto che il biblista in causa, Mario Pesce, queste cose le conosce bene, ma sono meravigliato per tutto ciò che ha scritto. I primissimi cristiani realizzarono la presenza di Dio ed affrontarono le atrocità del martirio con allegrezza; infatti, Clemente Romano, Policarpo, Ignazio, Papia, Ireneo, Eusebio, Origene chiarirono la canonicità dei testi del nuovo testamento e come andava vissuta la spiritualità.
Non sottovaluto il lavoro immane di esegeti e biblisti ma proprio loro avrebbero dovuto far rilevare attraverso i vari testi rinvenuti le diversità dottrinali che sorsero in seno al Cristianesimo e le divergenze dal Cristianesimo stesso, come descritto nei testi canonici. Risulta evidente invece, che i vangeli di Tommaso, di Pietro, di Giuda, di Filippo, il protoevangelo di Giacomo non sono contestuali con la Bibbia e mi concedo di esprimere un simile giudizio a loro riguardo.
Un Cristiano Vitullo Samuele
Fonte: Article Marketing Italia
samuelevitullo
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