Aiuta Le Famiglie Indiane Colpite Dal Virus Di Chikungunya: Adotta Un Bambino A Distanza

Italia Solidale, insieme ai missionari e ai volontari laici con cui collabora nell’India del Sud, lancia un appello per aiutare migliaia di bambini, famiglie e comunità a fronteggiare la grande emergenza di “febbre di Chikungunya” che li attanaglia dal mese di giugno.

Il virus che si è esteso negli stati del Kerala, del Karnataka, dell’ Andra Pradesh e del Tamil Nadu, ha colpito finora milioni di persone, con un incremento di circa cinquemila casi al giorno.

I medici non hanno ancora trovato un rimedio efficace per debellarlo.

Emergenza India del Sud: rara ed estesa febbre virale

L’India è un paese molto grande, con oltre un miliardo di abitanti, che vivono in una moltitudine di stati, caratterizzati da diversità enormi per quanto riguarda la storia, la cultura, la religione, le etnie, la lingua, ma accomunati da una grande sofferenza: circa metà della popolazione è riconosciuta ufficialmente sotto i limiti dell'indigenza; circa il 50% dei bambini non viene registrato all'anagrafe; il 47% della popolazione vive con meno di un dollaro al giorno.

Gli indiani dell’India del sud, i più poveri, già messi in ginocchio dall’immane tragedia dello “Tsunami” del 26 dicembre 2004, si trovano dinanzi a un’altra grave crisi: negli ultimi mesi la sua popolazione è stata contagiata dall’epidemia di Chikungunya, una rara febbre chiamata anche “malattia dell’uomo curvo”.
Si tratta di una malattia virale trasmessa dalla puntura di zanzare tigre infette. L’epidemia recente è scoppiata nel sud dell’India in seguito alle alluvioni prodotte dai monsoni stagionali.

È caratterizzata dall’insorgenza di febbre, dolori dei muscoli e delle giunture. Tali disagi limitano i movimenti causando assoluta immobilità e l’assunzione di posizione piegate. Purtroppo ancora non hanno trovato un rimedio per debellare l’epidemia e, sebbene non sia una malattia mortale, la Chikungunya ha già causato oltre 300 morti negli ultimi tre mesi principalmente in Kerala , ma anche in Karnataka e in Andhra Pradesh .

Italia Solidale, insieme ai missionari e al volontari laici del posto, combatte l’emergenza del virus di Chikungunya.

Dal 1998 Italia Solidale è vicina al popolo indiano più povero e dimenticato, aiutandolo ad affrontare non solo le difficoltà materiali, ma i condizionamenti culturali (come quello delle caste, della dote, della dipendenza delle donne dai mariti, delle discriminazioni basate sulla fede religiosa,…) che influiscono sulle condizioni economiche e non solo, delle persone. In collaborazione con i missionari locali, coadiuvati dai volontari della comunità Italia Solidale, è vicina a tutte le persone, cominciando dai bambini, che, nonostante la grande sofferenza spirituale e materiale hanno conservato una grande umanità, solidarietà e desiderio di vivere. Molti di loro sono i cosiddetti “intoccabili”, cioè chi è al di sotto della casta più bassa, e non sono nemmeno considerate persone.

India Solidale-Italia Solidale è oggi un movimento di "persone per le persone", basato su una nuova “cultura come vita”, che coinvolge 14 realtà missionarie negli stati dell’Andhra Pradesh, Kerala e Karnataka, arrivando a sostenere 150.000 persone. Questo movimento è sostenuto oltre che dai volontari dell'associazione e dai volontari in loco, anche dai volontari-donatori italiani che hanno adottato a distanza oltre 3.000 bambini indiani.

Grazie a questo intenso lavoro e alle adozioni a distanza, gli “intoccabili” sono aiutati a recuperare la propria identità, i bambini ricevono l'amore e le cure di cui necessitano, le famiglie formano piccoli gruppi che si sostengono a vicenda e s’impegnano in piccole attività generatrici di reddito (allevamento, pesca, coltivazione di campi, piccole attività artigianali e commerciali...), portati avanti con un efficiente e rispettoso sistema di “prestiti solidali” che, nel tempo garantisce la loro sussistenza. Le comunità così formate emergono gradualmente dalla povertà e concretamente si impegnano perchè vengano superate le discriminazioni connesse alla casta, al sesso o alla religione.

Ora, di fronte all’epidemia virale di febbre, c'è bisogno di un ulteriore solidarietà che superi anche le possibilità offerte dalla medicina, e, fuori da ogni forma di “assistenzialismo”, dia a questi poveri la sicurezza che ci si continuerà ad occupare di loro fino a quando non avranno davvero superato tutte le “emergenze di vita”.

Infatti l’epidemia che da più di due mesi sta colpendo le famiglie sta mettendo ancora una volta a dura prova il loro movimento di sviluppo della vita: i bambini non vanno più a scuola, gli anziani contagiati sono le persone più a rischio, ma, soprattutto, l’immobilità cui costringe il virus non permette agli adulti di lavorare e di coltivare e questo ha fermato la pur debole ma, sempre vitale, economia di interi villaggi.

Ecco le ultime notizie che ci arrivano da Padre Varghese Mettekkattu OSJ, missionario in Kerala: “Il Kerala è sotto il febbre tutte le persone stanno affrontando questa febbre che è molto dolorosa e ci piega tanto tempo per liberarci: per esempio nell’isola di Vypin tutti, proprio tutti affrontano il febbre.” Mentre P. John Payikattu CMF scrive dall’Andhra Pradesh: “Most all our villages were affected with a new sickness called Chikun Gunya, which affects all the joints and causes unbearable pain making the movement impossible.

The sickness is not fatal, but you will not be able to move because of the pain. You can imagine the condition, with people for days without work! So they were really suffering and added to the other problems. Really it was a testing period for our people. The medicines that were supplied by the government were not very effective as they were poor in quality… Thanks to all the people expressing their solidarity with them in these moments of great struggle and suffering in their life.”

Riceviamo quotidianamente richieste d’aiuto da parte dei nostri missionari e da altri delle zone colpite dalla febbre virale. Abbiamo urgenza di intervenire per salvare 5000 bambini che altrimenti rischiano di morire.

Vi chiediamo di accogliere una nostra testimonianza a favore della vita perché le famiglie italiane si coinvolgano, attraverso l’adozione a distanza, per salvare la vita dei bambini dell’India del Sud.

Grazie a nome di tutti i volontari di Italia Solidale e di tutti i bambini, le famiglie e le comunità del sud dell’India che attraverso l’adozione a distanza potranno sperimentare la piena dignità della vita.

Disponibilità di foto e immagini video dalle collaborazioni solidali dell’India

AIUTATECI A DIFFONDERE QUESTO APPELLO ATTRAVERSO I MASS MEDIA DOVE SIETE PRESENTI.

Per maggiori informazioni:
Caterina Casarano 340 3512871 c.casarano@italiasolidale.org
Micol Maggio Tummiolo ufficiostampa@italiasolidale.org
Tel. 06 68 77 999

Italia Solidale onlus
Ogni giorno muoiono 30.000 bambini di fame nel sud del mondo (UNDP) e nei paesi industrializzati ci sono 340 milioni di depressi (WHO). Italia Solidale promuove una nuova cultura come vita che origina dall’esperienza del suo fondatore e presidente, Padre Angelo Benolli OMV, per soddisfare la fame dello spirito e del corpo del mondo di oggi. Sostiene attualmente 2.000.000 di persone, all’interno di 91 collaborazioni missionarie nel sud del mondo, collegate a 20 Diocesi e Congregazioni, attraverso un triplice volontariato (i volontari di Italia Solidale; i volontari in loco; i 25.000 volontari-donatori italiani che partecipano con l’adozione a distanza dei bambini nelle comunità).

Fonte: Article Marketing Italia

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