Parigi Moda, L'addio Di Valentino Mentre Cocò Sfida Saint Laurent
(Parigi Fashion, di Enrico Alexis) – Due stili a confronto: Coco Chanel contro Yves Saint Laurent. Sobrio Yves, esuberante lo stile Chanel. Stefano Pilati (maison Saint Laurent) ha realizzato il radical chic: pantaloni ampi e giacche stilè. Tanti applausi da Catherine Deneuve, Cecilia Sarkozy, Pierre Bergè e Courtney Love.
Lo stilista Karl Lagerfeld (maison Chanel) ha preferito il material girl per le fan di zio Sam: jeans a gogò, dal pantalone al gilet e al trench, stivali di pitone argento lunghi alla coscia, nell'ultima foto una sua proposta.
Il “via” a Parigi con Dior, Vivienne Westwood e Gay Mattiolo. Poi, uno dietro l’altro: Chanel, Saint Laurent, Givency, Vuitton, Valentino e tanti altri big. Domandina: come mai l’italiano Valentino ha disertato la kermesse milanese? Chez Dior, nella foto una proposta , lo stilista John Galliano in passerella con tuba, frac e boxer, praticamente nudo, nella foto. Risata generale del pubblico ai lati della passerella. E per Dior sogna Marlene Dietrich e Greta Garbo: tailleur gessati, gonna longuette e giacchina avvitata; la lingerie a pagliaccetto di raso e pizzo.
Galliano è bravo (un po’ stravagante!): tanti applausi. Vivienne Westwood molto pudica, pur ricordando Marilyn Monroe con reggiseni e fondoschiena esasperati. C’è di tutto da Vivienne: compreso scollature molto generose. La stilista è pronta, con Madonna e Mick Jagger per un disco-rap. Gai Mattiolo festeggiato ed ammirato per la sua meravigliosa Africa: leopardati leggeri nei caftani di chiffon e nelle tuniche di jersey drappeggiati: nel parterre per Mattiolo: Claudia Cardinale, Amanda Lear, Ivana Trump. Il vestito petita di Mattiolo è fatto da trecentomila mini-borchie d’oro, ha richiesto quindici giorni di lavorazione.
L’abito squaw, la neo-hippy di Balmain, s’ispira alle indiane d’America con frange, piume, perle sulla minigonna. Uno studio sulle forme per Martin Margiela: tessuti effetto flash per stupire. Jean Paul Gaultier, ha presentato piratesche romantiche: un po’ “segui l’amore, non la guerra”, perché lo stilista è contro la cultura della violenza. Per Gaultier il sexy style è finito. “Mi piaceva fare omaggio all’idea di una donna che ruba pezzi da ogni posto in cui va”, dice il celebre stilista Gaultier.
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Fonte: Article Marketing Italia
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