Fare Business Nei Mercati Orientali
Come deve essere il biglietto da visita giapponese, cinese o coreano e quali sono le regole comportamentali da rispettare per fare una bella figura con i partner orientali?
Per noi occidentali, lo scambio del biglietto da visita è un gesto quasi automatico spesso compiuto in modo distratto. Per un giapponese lo stesso gesto è qualcosa di ben più formale ed importante.
Nel programmare un viaggio di lavoro all’estero ogni donna o uomo d’affari giapponese si assicura di avere con se un numero più che adeguato di biglietti da visita, stampati in bilinguismo. Naturalmente i giapponesi si augurano che gli stranieri prevedano la stessa cosa!
La predisposizione di un meishi [名刺], come viene chiamato in giapponese, è pertanto un passo indispensabile per chiunque intenda accostarsi al mercato nipponico.
Fra i dati da riportare, non possono mancare il nome e cognome della persona e la denominazione dell’azienda. Per la loro traslitterazione – ovvero la scrittura in giapponese delle relativa pronuncia – si utilizza l’alfabeto katakana. La traduzione di un nome europeo in ideogrammi kanji non è consigliata in quanto potrebbe dare luogo ad equivoci o potrebbero scaturire termini impropri o addirittura offensivi.
Anche il nome della società dovrà essere traslitterato in katakana per proporre alla controparte giapponese la pronuncia, senza peraltro variare loghi e marchi aziendali già esistenti.
Un ulteriore dato, di importanza fondamentale, è la professione e, in particolare la carica aziendale. In questo caso è prevista la traduzione che dovrà essere chiara e precisa.
Talvolta i ruoli e le cariche aziendali sono di difficile comprensione anche per noi occidentali, un fenomeno andato crescendo con l’uso di termini anglofoni per definire o meglio valorizzare alcune funzioni aziendali. La corretta traduzione in giapponese non potrà prescindere da una spiegazione dell’effettiva definizione del ruolo ricoperto e verrà, quindi, tradotta in giapponese affinché comunichi l’effettivo status sociale e la posizione decisionale della persona.
Per l’indirizzo, numeri telefonici, fax, e-mail valgono le scelte convenzionali. Per quanto riguarda il formato del biglietto, 90 x 55 sono le dimensioni in uso e rispettate con rigore.
Una volta in possesso del biglietto da visita, che si suggerisce di curare anche negli aspetti più propriamente grafici, concentriamoci sul “bon ton” la cosiddetta etichetta!
Quando ricevete da una persona giapponese il biglietto da visita soffermatevi per qualche attimo sulla lettura. Il riporre casualmente in tasca o nella valigetta il biglietto senza averne presa visione, viene, infatti, considerato scortese. Presentate, quindi, il vostro meishi dal lato stampato in giapponese in modo da facilitare la lettura.
Molte delle precedenti raccomandazioni valgono anche per il mercato cinese pur con alcune varianti. La lingua ufficiale della Cina è il Mandarino, il dialetto di Pechino divenuto lingua nazionale. Gli altri dialetti (es. cantonese) vengono parlati a livello locale.
La lingua cinese ha due sistemi di scrittura molto diversi fra loro: semplificato [简体] e tradizionale [繁體]. Il semplificato viene utilizzato in tutta la Repubblica Popolare Cinese e a Singapore mentre il tradizionale viene utilizzato a Hong Kong, Macao, Taiwan.
Se da un lato assistiamo ad una inarrestabile crescita del mercato cinese, con aperture verso la lingua inglese, dall’altro osserviamo il persistere di un mercato molto più conservatore, in vaste regioni e tuttora legato all’uso più restrittivo del pittogramma o, come definito comunemente, dell’ideogramma semplificato e tradizionale.
In entrambi i casi comunque i cinesi amano molto scambiarsi il mingpian [名片]. Un gesto importante, formale, ma anche piacevole e sempre accompagnato da una particolare cura della gestualità. Presentate il vostro biglietto tendendolo con due mani e con la parte stampata in ideogrammi rivolta verso l’alto, chinando lievemente il capo in segno di rispetto.
Se sedete ad un tavolo, quando ricevete il biglietto del vostro interlocutore cinese, ponetelo con cura di fronte a voi oppure riponetelo in apposita custodia, evitando di usarlo per annotazioni e altri scopi impropri, commettendo un atto di vera scortesia.
Come avviene per il Giappone anche in Cina uno degli obiettivi primari del biglietto è determinare il grado di influenza della persona e il suo potere decisionale all’interno dell’azienda.
Nella patria della saggezza tuttavia la qualifica riportata sul biglietto da visita deve consentire di comprendere il livello di esperienza; sarà quindi da evitare l’uso di cariche che possano in qualche modo sminuire il valore della persona nel suo percorso professionale, quali il termine “vice” (es. vice-direttore, vice-presidente, ecc).
I biglietti da visita [명함]per il mercato coreano richiedono una particolare attenzione rivolta alle convenzioni postali e al significato dei colori.
In Corea l’indirizzo inizia con lo stato, seguito dalla regione, dalla città e dalla via, riportando il codice postale alla fine. E’ sempre buona norma riportare il prefisso telefonico internazionale per esteso. Attenzione: i coreani scrivono in rosso solo i nomi di persone decedute e risulterebbe imbarazzante presentarsi con un biglietto con il nostro nome e cognome stampato in rosso.
Evitate, infine, di utilizzare biglietti tradotti in Cinese o Giapponese pensando erroneamente che possano andare bene lo stesso. L’uso di caratteri cinesi, giapponesi o coreani richiede un maggior “ingombro tipografico” ovvero per potere leggere agevolmente i pittogrammi è necessario utilizzare un corpo non inferiore a 10/12 punti, come nel seguente esempio:文言.
In qualsiasi paese orientale andiate, abbiate cura di non trovarvi impreparati alla richiesta del vostro partner di conoscere meglio la vostra azienda o i vostri prodotti: predisporre sintetici documenti in bilinguismo potrebbe rivelarsi la strategia vincente.
Ah, dimenticavamo…… Soget realizza biglietti da visita in tutte le principali lingue coordinando le componenti grafiche dell’originale con il gusto estetico e le convenzioni locali.
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Fonte: Article Marketing Italia
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