Spam e Deliverability

Il tema della deliverability è sempre più all’ordine del giorno visto che lo spam nella nostra posta continua ad essere un problema. Forse ce ne accorgiamo un po’ meno rispetto al passato perché ormai usiamo tutti o quasi, consapevolmente o meno, dei filtri antispam. Vediamo come funzionano le principali metodologie di filtraggio:

Tutte le tecniche di filtraggio hanno una cosa in comune: cercano di evitare che gli utanti siano sopraffatti dallo spam. Naturalmente queste tecnologie hanno dei limiti. Sfortunatamente i filtri non sono in grado di distinguere sempre tra spam e email “legittime” e ne risultano quindi quelli che vengono chiamati “falsi positivi” e “falsi negativi”. I falsi positivi sono email legittime che vengono erroneamente classificate come spam, i falsi negativi sono messaggi di spam che sono erroneamente classificati come email legittime.

Se un’alta percentuale delle tue email viene classificata per errore come spam (cioè falsi positivi), le tue email non raggiungono i destinatari e le ricadute sul tuo business possono essere significative. Recenti studi indicano che ovunque dal 4% al 25% dei messaggi basati sul consenso vengono classificati come falsi positivi Questo sta obbligando tutti i soggetti che effettuano opt-in email marketing (e quindi inviano email con il consenso dei destinatari) ad utilizzare alcuni accorgimenti per massimizzare la deliverability delle loro email. Questi accorgimenti si possono riassumere in una lista di best practices, di seguito elenchiamo le principali.

Indirizzi email
Quando si richiede l’indirizzo email agli utenti è buona norma richiedere l’indirizzo “reale” o “primario” invece di un indirizzo gratuito tipo Yahoo o Hotmail. Gli indirizzi gratuiti tendono ad essere utilizzati per essere dati liberamente sui siti ed hanno una vita minore degli indirizzi reali o prmari.


Manutenzione delle liste
Rimuovere sempre subito gli indirizzi quando le email non arrivano a destinazione. Un indirizzo che fornisce un errore permamente 2-3 volte in 30 giorni deve essere rimosso dalla lista. Gli ISP monitorano le percentuali delle tue newsletter che non arrivano a destinazione e le bloccheranno se continui ad inviare messaggi a caselle non più esistenti.


Formato dei messaggi
L’uso dell’html nei messaggi email per permettere la formattazione del testo, l’inserimento di tabelle e immagini e il riconoscimento del marchio è sempre più frequente al punto da essere diventano forse lo standard. La maggior parte dello spam è formattato in html e così la cernita tra email legittime e spam è sempre più difficile. Se inviare il messaggio in html è importante siate sicuri di inviare anche sempre un messaggio in plain text alternative (questo formato è chiamato text/HTML multi-part mime format).


Contenuto
Molti ISP basano i filitri sui contenuti che appaiono nei messaggi:


Autorizzazione al trattamento dati
E’ importante avere il consenso legale al trattamento dati. E’ anche importante avere sempre, in ogni email, un chiaro link per effettuare la de-iscrizione dalla lista.

Relazioni e whitelisting
E’ importante avere relazioni e contatti con I maggiori ISP e ESP (Email Service Provider) per avere la garanzia che i sottoscrittori alle nostre liste che utilizzano i loro servizi abbiano la garanzia che arrivino loro le nostre email. Molti provider come Hotmail e Yahoo hanno specifici programmi di whitelisting e zone dove i postmaster possono avere la garanzia che le loro email arrivino a destinazione se rispettano tutte le regole e procedure del provider.

Rispettare queste semplici regole aumenta la deliverability delle proprie email. Il tema naturalmente non si esaurisce qui (sarà oggetto anche di altri nostri articoli) e l’utilizzo di una corretta piattaforma di email marketing assicura che gli errori più comuni siano evitati in automatico.

Alberto Giusti è Responsabile strategie in Hoplo ed è responsabile della piattaforma di email marketing Infomail. Opera da anni nel settore internet in Italia, sia in qualità di imprenditore, sia in qualità di consulente in ambito e-business. Ha scritto un libro pubblicato a dicembre 2006: “E-commerce in Cina. Come vendere on line il made in Italy”.

Fonte: Article Marketing Italia

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