L'Abuso Sessuale A Scuola

Il maltrattamento da parte degli operatori della scuola, in misura analoga a quello intrafamiliare, può esprimersi sotto forma di abuso fisico (percosse, punizioni corporali), grave trascuratezza (insensibilità, intensa e prolungata omissione di compiti educativi), abuso sessuale (seduzioni ed atti sessuali) e violenza psicologica.

Il fenomeno delle violenze sessuali nell’ambiente scolastico è più diffuso di quanto possa sembrare e si manifesta lungo un continuum di comportamenti più o meno violenti e distruttivi e più o meno consapevoli.

Abbiamo visto come spesso i pedofili scelgano lavori che li portano a stare quotidianamente a contatto con i bambini (insegnamento, sacerdozio, allenatori, ecc.). Al giorno d’oggi non possono più dirsi rari i casi di maestre finite in manette perché abusavano dei loro alunni (quella che faceva spogliare gli alunni per spiegare come avvenisse la creazione, quella che a turno accompagnava gli alunni in bagno e con la scusa di aiutarli toccava i genitali; quella che insegnava giochi sessuali che prevedevano la penetrazione dei genitali con pennarelli, ecc). Un insegnante che usa uno stile educativo violento e sadico, che presenta sintomi evidenti di malattia mentale o di perversione, può produrre conseguenze negative incalcolabili sulla mente di soggetti, come i bambini, deboli, indifesi, con una scarsa capacità di negoziazione e di comunicazione sociale. Sconcertante è il fatto che spesso, davanti ad abusi sessuali agiti a scuola l’alunno non può contare su alcuna testimonianza. Un atteggiamento comprensivo manca in primo luogo proprio dagli altri insegnanti, che adottano nei confronti del collega pedofilo atteggiamenti sostanzialmente omertosi.

La difesa dell’abusante basata su “ragioni umane” sottovaluta completamente la gravità della problematica degli individui perversi, che non deriva certo da un evento traumatico contingente, bensì a radici più profonde nella storia e nella personalità del soggetto.

Anche i procedimenti amministrativi, a differenza di quello penale, spesso sono garantisti per l’insegnante pedofilo e assolutamente indifferenti ai bisogni di protezione degli allievi. Le procedure che un capo di istituto può utilizzare per sospendere o allontanare dall’insegnamento sono lente, complesse, poco efficaci. Lo stesso dirigente può presentare profonde resistenze psicologiche nell’avviare procedimenti penali o disciplinari che, pur nelle loro carenze, potrebbero rappresentare una modalità di controllo e di dissuasione nei confronti di stili educativi pericolosi e negativi per i bambini.

Ostacolano il capo di istituto fattori di tipo emotivo, ma anche difficoltà burocratiche e giuridiche. Insegnanti condannati per abusi sessuali possono venire semplicemente trasferiti o trasferirsi per scelta. Anche le ispezioni che vengono disposte possono risultare tardive e superficiali e finire per tutelare comunque il diritto del docente al mantenimento del posto di lavoro, senza un’adeguata valutazione dei danni che ne derivano agli allievi.

Anche i genitori talvolta sono incapaci di prendere le difese del bambino. Frequentemente sono proprio loro a dividersi fra innocentisti e colpevolisti, mostrandosi subalterni all’autorità didattica e devoti al conformismo. L’accaduto può essere collettivamente negato ed il maestro colpevole idealizzato.

L’atteggiamento prevalente nei confronti dell’abuso interscolastico resta ancora la rimozione, se non addirittura la collusione. Una scuola che lascia i suoi allievi in balia di soggetti distruttivi è un’istituzione che non può impegnarsi con strategie preventive a contrastare tutte le forme di maltrattamento e di violenza psicologica, anche quelle più sottili e meno eclatanti che vengono quotidianamente portate avanti dagli insegnanti ai danni degli allievi. Una scuola che non sa proteggere neppure dai docenti palesemente sadici e squilibrati è un’istituzione che fallisce miseramente la sua finalità di garantire l’educazione alla socialità e lo sviluppo mentale e culturale infantile.

http://www.leparolenondette.org

Fonte: Article Marketing Italia

luca1969


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