Il Suo Mondo A Colori

Il disegno è un linguaggio non verbale che comunica agli adulti il livello di maturazione affettiva, intellettiva e sociale del bambino. Osservando i suoi disegni e i loro colori si può viaggiare all’interno degli stati d’animo del bambino e tradurre il suo modo spontaneo di comunicare. Spesso la realtà disegnata non collima con quella oggettiva ma questo dipende dalla maturazione e dall’età del bambino. Il disegno diventa comunque una lente che riflette emozioni e disagi: sul foglio il bambino segna il suo benessere o il malessere cercando così di liberarsene. Se ben utilizzato il disegno diventa un mezzo terapeutico che elimina le cause che impediscono al bambino di vivere ed esprimersi liberamente.
 
Ogni bambino è unico e diverso dagli altri. Il lavoro grafico è un dono che il bambino fa all’adulto quindi è sbagliato criticarlo o correggerlo, é utile invece incoraggiare e gratificare il bambino per il lavoro svolto e discuterne insieme. Non bisogna assolutamente condizionare il disegno o imporre delle particolari metodiche: ogni interferenza avrebbe come conseguenza il blocco della sua creatività personale.
 
Un solo disegno non è però sufficiente per leggere l’animo di un bambino, è l’insieme dei lavori grafici che ci mette in guardia soprattutto se i soggetti ritratti sono ripetitivi o trasmettono una problematica personale. Ecco alcuni segnali che possono indicare un disagio e che andrebbero approfonditi con uno specialista:
 
-          disegnare figure umane con parti mancanti del corpo (senza mani, viso, occhi, ecc.)
-          prevalenza del colore nero nei disegni (segno di paura o di lutto)
-          un disegno relegato in una piccola parte del foglio
-          uno stesso disegno che si ripete sistematicamente per un lungo periodo 
-          gli occhi senza pupilla.
 
Uno dei disegni tipici dei bambini è il gruppo familiare. Chiedi al tuo bambino di disegnare la famiglia ma solo se ne ha voglia, poi confronta il disegno con le osservazioni che seguono: il personaggio disegnato al primo posto è quello per cui il bambino in quel momento prova maggiore ammirazione. Se al primo posto disegna se stesso indica un forte egocentrismo (normale fino ai 5/6 anni di età), se invece si ritrae per ultimo indica poca fiducia nelle proprie capacità. L’esclusione di uno dei componenti della famiglia è indice di rifiuto della persona per gelosia o per paura che possa prendere il suo posto (per esempio il fratellino appena nato). Il rivale in famiglia di solito viene disegnato con una statura inferiore alla sua, questo serve a sminuirne la potenzialità.
 
Il colore è una componente essenziale del disegno e dai sei anni in poi comincia ad essere utilizzato con maggiore attinenza. Ogni colore trasferisce segnali importanti che possono essere letti in modo inequivocabile: un tetto viola indica che al bambino è chiesto uno sforzo superiore alle proprie forze, un albero con radici profonde tutto di colore marrone indica un momento di tristezza o malinconia, un fumo grigio denso che esce dal camino vuole significare uno stato d’ansia. I disegni senza colore indicano un segnale di apatia e di freddezza dei sentimenti per colpa di avvenimenti che lo hanno coinvolto.
 
Vediamo colore per colore quali sono le emotività che possono esternare:
 
-          Rosso: è in assoluto il colore più carico di energia. Esprime voglia d’azione e un forte desiderio di vivere la vita intensamente, in modo estroverso ed impulsivo. Se prevalente: aggressività.
-          Giallo: indica la capacità di vivere bene le proprie scelte; i bambini che lo utilizzano sono intuitivi, e dinamici ed amano portare a termine un’ attività con costanza. Se prevalente: difficile rapporto con la figura paterna.
-          Verde: è il colore della crescita interna, indica un processo di maturazione della sfera intellettuale e affettiva del bambino che esprime così la sua affermazione. Solitamente il bambino che lo utilizza spesso è legato alle tradizioni. Se prevalente: pigrizia, inibizione.
-          Blu: rappresenta la ricerca di serenità, di un ambiente affettuoso e rassicurante. Se prevalente: forte autocontrollo.
-          Marrone: è il colore che esprime la gioia di vivere e il desiderio di vivere le esperienze in modo gioioso.  Se prevalente: troppa responsabilità.
-          Nero: è il simbolo del non colore, del buio, dell’assenza di luce. Il prevalere di questo colore indica la presenza di un disagio interiore, uno squilibrio emotivo dovuto a qualcosa che interviene dall’esterno.

 

Fonte: Article Marketing Italia

Redazione DonnaD


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