Primo Coordinamento Nazionale Movimento PA.C.E

La Missione dei Cristiani e la loro influenza nel governo della nazione

Ci sono piccole speranze che diventano grandi storie, aprono nuove prospettive, dimostrano al mondo intero che le vittorie si possono ottenere a prescindere dai grandi numeri. La storia del movimento socio-politico Patto Cristiano Esteso, più noto come Pa.c.e., forte di una solida preparazione di anni di lavoro e di impegno in ambito socio-politico, si muove oggi nella certezza di dover condurre un popolo, anzi una “generazione” verso il riscatto.

Oggi, nella sede della Chiesa cristiana “Gesù Cristo è il Signore”, si è aperto il primo coordinamento nazionale, espressione forte di una classe dirigente politica giovane che pretende di parlare attraverso, e soprattutto, i principi del cristianesimo. A prendere la parola in primis, il fondatore del movimento Gilberto Perri che ha tracciato l’itinerario percorso da Pa.c.e. dal 1994 fino alla sua attuale visibilità.

Insieme a lui, in questa maratona di riscossa del mondo cristiano, Massimo Ripepi, consigliere comunale dell’amministrazione reggina e coordinatore organizzativo Pa.c.e, Sandro Oliveri, consigliere del comune di Palermo e segretario nazionale Pa.c.e. e Lirio Porrello, pastore della comunità evangelica e del movimento religioso tra i più grandi d’Italia. Ciò che è stato riscontrato è il riflesso di una cultura che non fa sentire la voce dei cristiani, e in modo particolare di quelli che non aderiscono ai diktat di una cultura cattolica spesso poco cristiana.

L’emarginazione subita dai cristiani non cattolici, è un fatto gravoso che viola, in toto, quel principio di eguaglianza che, evidentemente, serve solo a rendere più attraente la nostra carta costituzionale. «Pa.c.e. non entra nella questione politica se non sommessamente - spiega Gilberto Perri - ma sentiamo il peso, e anche dimostriamo il coraggio, di inaugurare un percorso di giustizia all’interno del quale affermare la dignità cristiana». Cattolici, evangelici, ortodossi, qualunque cristiano va onorato alla luce dell’articolo 3 della Costituzione.

La realtà storica testimonia il crollo delle ideologie politiche, mentre è palese che i principi ispirati dalla figura di Gesù Cristo non sono soggetti ad usura ed ancora oggi, premono sulle coscienze per affermarsi.

E quale migliore occasione se non quella di affermarli, attraverso una coalizione della cristianità intera, nell’azione sociale, nelle società italiana che soffre quotidianamente la mancanza di certezze e di autorità a cui delegare i veri bisogni. Per i cristiani, dopo Don Sturzo e dopo il tradimento dei valori originari della Democrazia cristiana, è arrivato il tempo di incamminarsi insieme, a difesa della dignità costituzionale, contro ogni logica di “campanilismo denominazionale”, verso una risposta di giustizia, verso una politica attiva e di reazione che onora ed è fedele a Gesù Cristo vera speranza di vita e di prosperità.

Fonte: Article Marketing Italia

Alessandro Ronchin


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