Apologia Di Un Reato
Non so se essere sconcertato, spaventato o divertito da quest’avvenimento, certamente accogliere davanti ad una chiesa i fedeli mostrando la svastica su di un braccio, suscita stupore.
Il 24/04/2009 ascoltando Radio24, intorno alle ore 19,00, apprendo che il sacrestano della parrocchia S. Dionigi in Francesco a Vigevano (PV) si è presentato con la fascia nazista sul braccio nel giorno della Shoah.
La notizia ha fatto subito il giro del globo, avvallate dalle foto di un fotografo del giornale locale.
Radio24, per saperne di più, telefona in diretta il sacrestano, il quale pur essendo stato avvisato della diretta, alla fine dell’intervista si raccomanda di diffondere quanto detto.
Un particolare che a mio avviso è importante per stabilire se “lo è o ci fa”.
Riporto alcuni passi dell’intervista:
Al sacrestano gli viene chiesto il perché di quel gesto, se appartiene a qualche organizzazione politica o affine e se è pentito.
Il sig. Angelo Idi, un uomo di 51 anni, il sacrestano appunto, risponde in modo poco chiaro, quasi confusionario, come se quel gesto fosse stato tutto un gioco. Ricorda che quelle foto sono state scattate su sua volontà solo per un ricordo personale e non per divulgazione (peccato che la controparte, il fotografo, non abbia replicato).
Il sig. Idi continua affermando di essere un simpatizzante di estrema destra e non un neo-nazista perché non è un tedesco, pubblicizzando il fascismo come valore di vita a fronte di quella che oggi viene vissuta fra droga e violenza.
Poi fa un confronto inverosimile: dice che lui è libero di fregiarsi con simboli compiacenti come fa la sinistra mostrando falce e martello.
A questo punto il cronista di Radio24 gli ricorda che la sua bravata gli costerà un’imputazione di “Apologia di reato politico”, ma lui risponde che l’Italia è un paese libero e gli italiani dimenticano tutto.
Da non credere signori.
Poi il sacrestano risponde pentendosi del gesto pur avendo rilasciato un’altra intervista dove afferma che lo avrebbe rifatto perché gli piace e si ritiene il portavoce delle “Brigate Nere”, pur essendo figlio di un partigiano.
Che dire: folle? Mitomane? Confuso?
Da come parla, mescolando affermazioni e storia che divergono fra loro, pare che il sig. Idi confonda la realtà con la fantasia. Certo però che bisogna interrogarsi su questi eventi, su soggetti che per gioco o per appartenenza, fanno rivivere reminescenze storiche che hanno segnato l’umanità e che oggi chiedono ancora giustizia.
Non m’interrogo se la legge lo perseguirà o se la chiesa lo licenzierà (pur con famiglia a carico). Quello che mi fa riflettere se vi sono altri soggetti pronti a emulare il gesto.
Spero di no e che la gente non dimentichi ma che rifletta e sappia valutare il gesto compiuto.
Ad Maiora.
Nico Baratta
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Nico Baratta Sono un operaio, con estrazione tecnica ma con la passione delle scienze umanistiche e dell'arte. Sono appassionato di giornalismo e sono cantore di Musica Sacra e Polifonica (http://www.cappellaiconavetere.it/). Promuovo eventi d'Arte per giovani artisti facendoli interagire fra loro e la loro arte. Unire pittori, scultori, fotografi, videomaker, musicisti, fumettisti, writers, poeti, con temi sociali, umani, di letteratura è la mia espressione per far crescere la Cultura alimentandola con le nuove leve che si confrontano. Politicamente sono attivo nel Partito Democratico, promuovendo iniziative volte al miglioramento dello "Status" della mia città di Foggia. Ultima iniziativa è la "Riapertura e Fruibilità degli spazi (chiusi) per l'Arte.
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Fonte: Article Marketing Italia
nico baratta
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