Gli Ex Interisti, Quelli Che Ci Hanno Fatto Incazzare Ma Anche Ridere (prima Parte)

Questo post rientra nella categoria dei ricordi ed inaugura una serie di rivisitazioni sugli ex interisti che ci hanno fatto rabbrividire. L'idea mi è venuta leggendo la rubrica dedicata agli ex giocatori che viene pubblicata dagli amici di I.org. Ringrazio Catone e Lorenz che mi hanno concesso di riportare alcune citazioni.

Oggi ricordiamo due famosissimi "Pacchi Casal" due figli nati dell'amore sfrenato tra il presidente Massimo Moratti e Alvaro Recoba assistito dal Procuratore Paco Casal.

Ho sempre pensato che i maggiori danni provocati da Alvaro Recoba all'Inter non fossero direttamente imputabili alla sua mancanza di continuità od alla sua totale estraneità alle logiche tecnico-tattiche del calcio moderno bensì al fatto che a causa sue e dell'amore sbocciato con Moratti ci siamo ritrovati una serie di uruguayani che tutto avevano fuorchè le doti per poter giocare a calcio.

Questo amore incredibile di Moratti per Recoba mi ricorda tanto quel marito ricco, buono e facoltoso che poco dopo il matrimonio si accorge che la Suocera è una donna molto invadente. La Suocera dopo aver fiutato l'affare cerca di piazzare tutta la figliolata, composta da fannulloni nullafacenti ed il marito per amore della moglie accetta questa cosa. Inutile dire che il Marito è Moratti, la Moglie Recoba e la Suocera Paco Casal.

Due di questi omaggi portano il nome di Antonio Pacheco e Gonzalo Sorondo.

 Antonio Pacheco: "Bidone per antonomasia? Scarsone o pepita d'oro nascosta e non valorizzata?" (I.org). Gli amici di I.org si chiedono se il buon Pacheco fosse realmente un bidone colossale visto che poi la sua carriera tutto sommato è stata dignitosa grazie alle molte presenze con il Penarol gloriosa squadra Uruguayana. Io dal canto mio non posso che ricordare le ilarità che questo giocatore basso e tracagnotto scatenava in me e nei miei amici. Correva male, sembrava un salsicciotto e non ne azzeccava una. Ad un certo punto circolava la voce che fosse addirittura senza la milza. Mi ricordo un Lazio - Inter. Non ero a Milano ma in montagna, ero in pizzeria e stavo guardando la partita. Ad un certo punto Tardelli decide di mandare in campo Pacheco, immediatamente scrivo un messaggio al mio amico (lamadoge qui sul blog), ignaro che lui stesse facendo lo stesso "Con Pacheco siamo alla frutta!". Si può dire che la mia cena finì lì, ho riso per un'ora. Giocatore drammatico

Gonzalo Sorondo:  Ce lo siamo sorbiti in dosi omeopatiche, ma tanto è bastato per sperare che ce lo levassero dalle palle al più presto. Ennesimo gioiello della scuderia di Paco Casal Sorondo è stato strappato alla concorrenza del Real Madrid per ben 18 miliardi delle vecchie lire, cifra che con il senno di poi avremmo meglio investito in ripetuti festini con escort d'alto borgo. Le referenze sono ottime, il tecnico dell'Uruguay lo definisce universale e Montero lo innalza a suo erede. Chissà come mai, nonostante le aspettative lo spilungone di Montevideo non ingrana: debutto semi-inraggiante a San Siro nel 3-0 contro il Verona, con quasi autogol di testa; dodici minuti con ammonizione contro la Roma; marcatura spietata su Tare che pareggia dopo un minuto il ritorno al gol di Ronaldo a Brescia; doppia coppia di cappelle contro il Chievo (sconfitta 1-2 in casa) e Piacenza (assist a Gautieri), poi brevi comparsate sparse per il resto del campionato. L'anno dopo la società gli tende una mano comprando Cannavaro, Adani e Gamarra e lui non tocca il campo. Va così in prestito allo Standard Liegi , refugium peccatorum degli Uruguayani scarsi(I.org).

Ricordo che Sorondo mi colpì subito per il fatto che nel corso delle amichevoli estive lo vedevo stare ad una distanza abissale da tutti gli attaccanti avversari. Pensai che fosse solo il tentativo di evitare contatti fisici duri nel corso di partite poco importanti. In realtà era il suo modo di giocare, la sua tecnica per difendere la propria porta. Stava ad almeno cinque metri dall'attaccante che doveva marcare nel tentativo da farlo sentire solo e fargli venire una depressione. Il gol preso a Brescia da Tare viene ancora oggi fatto vedere in tutte le squole calcio per insegnare ai primicalci come "non si deve difendere". Un giocatore inutile e per di più irritante che per fortuna ha avuto vita breve all'Inter.

Per fortuna il matrimonio tra Moratti e Recoba è fondamentalmente andato in malora, anche se ci sono ritorni di fiamma di tanto in tanto.

Alla prossima.

Fonte: Article Marketing Italia

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