Leggende Ischitane

Negli angoli in ombra dei luoghi più antichi dell'Isola si nascondono i nuclei di storie possibili e sempre in bilico fra il tempo degli antichi e il nostro, sempre pronte a oltrepassare quei confini per farsi storie del presente: leggende metropolitane. Ischia Ponte e la Baia di Cartaromana costituiscono, da questo punto di vista, un paesaggio leggendario unitario.

A cominciare dalla Torre di Guevara, che campeggia sulla costa prospiciente il Castello, dal quale è separata da uno specchio di mare sul cui fondo vi sono le antiche rovine di Aenaria, la città romana. Nella torre avrebbe soggiornato il grande Michelangelo. Invaghito della poetesse Vittoria Colonna, castellana d'Ischia da quella postazione tentava di comunicare e d'intravedere l'amata. Per raggiungere il Castello, dalla Torre s'immetteva in un tunnel sottomarino che all'epoca congiungeva la costa al maniero.

È lo stesso passaggio segreto che serviva per accedere nel ventre più profondo del Castello, dov'era conservato un tesoro, raffigurato nel suo forziere perfino da incisori tedeschi del seicento.  Un tesoro alla cui guardia era posto un grifone, un terribile serpente alato che era l'esatta controfigura di un'anima guardiana. Di questi morti inquieti era popolato il Castello, soprattutto quando, nel XIX secolo, divenne un cumulo di rovine.

Dal cimitero delle monache, i cui scheletri seduti sugli “scolatoi” erano ancora visibili fino a tutti gli anni 70, si materializzavano voci e corpi a tutelare l'eterno riposo di quelle pie donne. Altra credenza popolare sono i munacielli, una sorta di spiriti domestici, hanno abitato quasi tutte le vecchie case. Amavano corteggiare le donne, alle quali donavano dei tesoretti fin quando queste non svelavano il segreto. In quel caso venivano perseguitate dallo spirito.

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Fonte: Article Marketing Italia

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