Scoprire Siracusa

Se avete voglia o tempo di arrivare fin quaggiù, quasi ultimo lembo di terra europea, dove mare Ionio e mare africano si toccano, verosimilmente sbarcherete all’ aeroporto di Catania, dove spontanea vi verrà la decisione di arrivare a Siracusa percorrendo la strada costiera superveloce.

E’ un errore, almeno dal punto di vista del paesaggio, perché mentre sarete costretti ad attraversare la zona industriale che nasconde la bellissima costa dietro una selva di torri metalliche, di capannoni, di serbatoi del petrolio, vi priverete della possibilita’ di arrivare a Siracusa da ovest, dalla via Elorina che al tempo della colonizzazione indicava gli sbocchi dell’ espansione ellenica.

Arrivando invece da ovest, dal cuore della val di Noto, vi si offrirà , prima dell’ arrivo, lo spettacolo di Ortigia adagiata sul mare, bianca come una colomba, per citare Ibn Hamdis, che cosi’ ha dipinto la citta’ molti secoli fa.

Vedrete Ortigia avanti a voi e non la zona di nord-est che è quella della espansione edilizia degli ultimi settanta anni, sulla traccia della riconquista auspicata al principio del nostro secolodalla borghesia cittadina, del territorio dell’ antica Pentapoli. Del resto questa è anche la zona del Teatro Antico, del castello Eurialo, delle Latomie, dei resti dell’ antica Tiche e della Neapolis: per secoli i viaggiatori sono stati interessati prevalentemente a questo pellegrinaggio classico, più che a scoprire il volto della città moderna, da sempre considerata una delusione se paragonata all’ antico.

Era un ricordo inizialmente solo letterario ma che lungo l’età moderna divenne anche figurativo quando una folla di incisori, disegnatori e pittori invase la Sicilia perche’ il Grand Tour aveva esteso il suo itinerario all’isola. ma invece Ortigia, che ospitava la città moderna, aveva assunto dal grande sisma catastrofico del 1693 in poi, un volto prevalentemente barocco che faceva ‘pendant’ alla facciata curvilinea della cattedrale, dove l’ antico tempio greco, trasformato in basilica cristiana in età bizantina, si era vestito al suo interno di stucchi bianchi e dorati secondo i dettami di un barocchetto divenuto la parola d’ordine architettonica decorativa.

Se vi piace passeggiare e percorrere una dopo l’altra le strette e ombrose vie della città moderna, balconi con inferriate in ferro battuto e facciate che alternativamente vi propongono modelli gotici quattrocenteschi di derivazione iberica e soluzioni barocche vi offriranno una mirabile galleria da ammirare. Nel ricordo di tanti residenti questa passeggiata è collegata con caratteristici odori della cucina povera dei pescatori e dei marinai che abitano da sempre i vecchi quartieri di Ortigia, cucina povera ma cosi’ ricca di sapori forti e decisi.

Ma venire a Siracusa e’ anche tributare un omaggio all’ archeologia, che da almeno tre secoli è la cifra culturale della citta’.

Se domandate agli abitanti, la risposta è concorde : dovete visitare il museo, che poi e’ quello archeologico, dal momento che l’altro, quello di palazzo Bellomo, è concordemente più apprezzato per la bellissima architettura del palazzo che lo ospita che per il suo contenuto, malgrado la presenza di un Caravaggio ( Il seppellimento di Santa Lucia ) e di un Antonello ( L’ annunciazione), seppure molto danneggiato.

Ma l’altro museo è la storia antica della città, anche se fino ad oggi è soprattutto la storia di Siracusa prima dei greci e della colonizzazione greca, e tuttavia tutti sono in grado di completare la narrazione ricordando ciò che si è visto nel museo quando aveva la sua vecchia sede nella prestigiosa Piazza Duomo.

Così si intende come questa città sia stata fortunata ad avere personaggi della cultura archologica come responsabili del suo museo e da ciò dipende anche come l’ archeologia sia potuta divenre cultura popolare perdendo ogni suo carattere specialistico e pura mente tecnico. Se poi avete ricordi letterari e vi torna in mente ciò che scrisse Platone sui banchetti siracusani tanto ricchi ed abbondanti, vi verrà voglia di verificare se sia fondata la tradizione che vuole la citta’ piegata dallo scirocco e indolentemente sollecita solo per le tavole imbandite.

Non è luogo comune, ma è certo che la perifericità della sua posizione ha molto spesso impedito la sua presenza attiva nella vita nazionale : una città, che pur essendo al centro del Mediterraneo, troppo spesso è rimasta inerte, quasi schiacciata sul suo retroterra contadino, piuttosto che essere pronta ad affermare la sua presenza nello stesso mare. e tuttavia, se voi verrete qui con una visita anche attenta a cogliere le qualità civili degli abitanti, non dimenticherete la gentile e sollecita disponibilità al rapporto umano che è tipica dei siracusani, come di ogni popolo di antica civiltà.

Nelle immediate vicinanze della città di Siracusa, nello splendido scenario della campagna siciliana, dalla ristrutturazione di un antico convento dei frati domenicani sorge il "Residence San Domenico", un luogo ideale per una vacanza di cultura, di relax e di benessere in vicinanza della costa in pietra bianca e sabbia.

Informazioni sull'autore

Marino Caliterna è titolare della Italia Consultant, buying office in Firenze http://www.italia-consultant.com
Sito: http://www.italia-consultant.com

Fonte: Article Marketing Italia

Prof. Salvatore Russo - Associazione Siracusana di Storia Patria


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