L'isola Di Sant'Andrea A Gallipoli
Sulla bellissima costa Salentina, percorrendo la litoranea che porta da Porto Cesareo a Santa Maria di Leuca, troviamo la splendida località di Gallipoli, che è caratterizzata da un’isola chiamata Isola di Sant’Andrea.
La lunga e piatta distesa si trova a circa due chilometri dalla costa di Gallipoli; ed è proprio grazie a questa distanza che le caratteristiche dell’isola sono rimaste intatte in tutti questi secoli.
L’altezza della costa e di circa tre metri sul livello del mare, e nei periodi di alte mareggiate, l’isola è continuamente inondata dalle forti onde che vi lasciano un imponente quantità di sale, impedendo lo sviluppo della vegetazione, tranne qualche piccolo arbusto tipico del mediterraneo.
Nel periodo Messapico, l’isola fu colonizzata e chiamata “Achtotus” che significa “Terra Arida”, proprio per evidenziare questa principale caratteristica dell’isola. I vari ritrovamenti che si riferiscono al periodo Messapico, danno la conferma che l’isola fu abitata dagli abitanti di Anxa, cittadini della città di Japigia, che successivamente spostandosi sulla terra ferma, fondarono Gallipoli.
Il nome dell’isola, dato dai Messapi fu completamente dimenticato intorno al 267 a.C. quando il Salento venne colonizzato dai Romani; successivamente fu conquistata dai Bizantini che fortificarono la città di Gallipoli, rinominando questa terra come Isola di Sant’Andrea e vi costruirono una cappella dedicata al santo stesso.
Sull’isola è presente un grande faro alto quarantacinque metri costruito nel 1866 che poteva illuminare ad una distanza di due miglia marine. Esso rimase in attività fino al 1973 e da lì fino al 2005 venne abbandonato; poi con un intervento di recupero nel 2005, venne ristrutturato e potenziato. I lavori di ristrutturazione sono stati terminati il 26 marzo 2006 e oggi il fascio luminoso raggiunge la distanza di venti miglia marine, illuminando a nord sino a Taranto e a sud sino al capo di Santa Maria di Leuca.
Nella zona nord dell’isola è presente una valle dove sorgono giunchi in abbondanza. I Gallipolini hanno creato due fessure che favoriscono il passaggio dell’acqua di palude, per evitare che esse ristagnando facilitino lo sviluppo della malaria.
Ciò nonostante la solitudine in cui l’isola ha vissuto per tutti questi secoli, ha facilitato lo sviluppo di un ecosistema esclusivo nel Salento; infatti la vegetazione diffusa su tutta la piattaforma è riuscita ad adeguarsi alle dure condizioni di vita che l’isola pone loro.
Una ultima notizia clamorosa è quella secondo cui l’isola sarebbe in vendita! Sant’Andrea, il suo grande faro, le sue rare caratteristiche, la sua importante storia e la sua splendida vista al tramonto, sono un segno rappresentativo per il mar Ionio e per l’intero Salento, e l’idea che tutto ciò possa diventare di proprietà privata, lascia tutti perplessi.
Fonte: Article Marketing Italia
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