Itinerario Storico Nel Salento: L'eredità Della Dominazione Normanna

Per parlare dei Normanni, occorre considerare il quadro della situazione politica dell’Italia Meridionale del IX secolo: Bisanzio esercitava il suo potere su Puglia, Basilicata e Calabria; la Sicilia non faceva più parte dell’Impero Bizantino e si era trasformata in un califfato arabo che serviva come base per le incursioni piratesche dei Saraceni lungo le coste della penisola; i principati di Capua, Benevento e Salerno mantenevano la propria indipendenza; il papato voleva ottenere un ruolo attivo nell’Italia meridionale, con cui confinavano i propri territori.

I Normanni sfruttarono a loro favore l’instabilità di questo quadro politico, inserendosi abilmente nelle varie contese.

I primi Normanni giunsero in Italia meridionale come pellegrini presso il santuario di San Michele sul Gargano: il popolo normanno venerava San Michele perché era uno dei pochi santi guerrieri.
Forse proprio in questa circostanza alcuni Normanni incontrarono Melo, un potente signore longobardo di Bari, il quale, nel 1017, era a capo di una rivolta antibizantina dei Pugliesi.

Nonostante i rivoltosi furono sconfitti dai bizantini a Canne nel 1018, questo episodio innescò un fenomeno immigratorio che portò nell’Italia del sud bande di guerrieri e cavalieri normanni, assoldati dai signorotti locali.

Così molti avventurieri e cadetti provenienti dal regno di Normandia iniziarono ad impossessarsi di terre e poteri signorili, ma il primo vero e proprio feudo normanno in Italia del Sud venne fondato nel 1030 ad Aversa.

Con il termine “normanno” i franchi indicavano i “predoni venuti dal nord”, conosciuti anche con il nome di vichinghi. Erano originari delle regioni scandinave e costituivano, in Europa, l’ultimo movimento migratorio barbaro e pagano, dalla caduta dell’Impero Romano.

I Normanni erano conosciuti come abili  marinai e temibili guerrieri, rappresentati sempre  in sella al proprio cavallo, con indosso la corazza di maglia chiamata usbergo, il capo protetto dal tipico elmo conico con nasale, lo scudo di forma allungata “a mandorla” a protezione del fianco sinistro e con la lancia imbracciata.

I normanni si stabilirono anche nel Salento, dove vennero accolti come liberatori. Effettivamente, con i Normanni al potere, l’Italia meridionale vide il rifiorire delle arti e delle lettere.
Il Salento visse direttamente il periodo di rinascita e il rapporto con i Normanni: proprio Tancredi d’Altavilla fu conte di Lecce, era nipote del grande re Ruggero II e resse gli ultimi anni della dinastia normanna come re delle Due Sicilie.

Fu a Tancredi che si deve la edificazione della chiesa dei Santi Niccolò e Cataldo che, insieme all’edificio di Santa Maria del Cerrate, testimonia la vitalità della cultura normanna e la ripresa delle arti dopo decenni di lotte. Questo popolo seppe mescolarsi molto bene alla gente del posto, finendo per assimilare gli usi e i costumi degli autoctoni pugliesi, nel contempo, di ritorno, lasciarono un'impronta profonda sia nell'organizzazione sociale (tipico esempio le baronie) sia nella cultura delle terre occupate.

Convertiti al Cristianesimo, furono vassalli della Chiesa Romana, fecero costruire nuove abbazie, basiliche e conventi. Infatti proprio a questo periodo risale l’ opera architettonica più grande e tra le più maestose della Puglia: la Cattedrale di Otranto. Nonostante la loro “nuova fede”, non si schierarono contro chi era rimasto legato al rito greco: infatti, con una accorta politica seppero evitare lo scatenarsi degli odi tra i Latini, che adottavano il rito cattolico ed i Greci che invece praticavano quello ortodosso.

La dinastia normanna terminò con Tancredi di Lecce, che salì al trono nel 1194 e con il suo successore Federico II di Svevia.

Fonte: Article Marketing Italia

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